Beato Arturo di Glastonbury
1590-1643
Nato a Temple-Broughton vicino a Worcester, il 12 gennaio, studiò al collegio inglese di St.-Omer, poi fu in Spagna per completare gli studi al Collegio Reale di Sant’Albano, a Valladolid. Fu ordinato sacerdote e ricevette l’abito francescano nel 1618. Dopo il suo noviziato, fu inviato in missione a Douai e a Gravelines in Francia e in Belgio a Bruxelles. Nel 1632 fu il primo padre provinciale della Provincia Francescana di Scozia, dove la sua azione non ebbe successo; nel 1637 tornò in Inghilterra, come ministro della Chiesa cattolica clandestina. Fu imprigionato nel 1643 come spia a Stevenage e condotto nel carcere di Newgate. Arthur Bell fu una delle vittime della persecuzione scatenatasi in seguito alle riprovate nozze di Enrico VIII, che diedero luogo allo scisma d’Inghilterra, sancito nell’Atto di Supremazia del 1534, con cui Enrico VIII si proclamava capo della chiesa inglese e si separava da Roma. La persecuzione fece vittime nei secoli XVI-XVII tra uomini e donne di ogni condizione, fedeli alla Chiesa Cattolica. Dopo pochi mesi di prigionia Arthur Bell fu condannato a morte: saputo della sua condanna, intonò il Te Deum, per la gioia di morire per Cristo. Fu impiccato e squartato l’11 dicembre, a Tyburn in Londra sotto re Carlo I Stuart, nipote di Enrico VIII.
I Martiri d’Inghilterra sono stati beatificati il 22 novembre 1987 da papa Giovanni Paolo II. (gl)
Attributi: Abito Da Religioso, Crocifisso, Libro Aperto.