Beato Antonio Baldinucci
Firenze, 1665- Pofi, (Frosinone) 1717
Nacque a Firenze, e abbiamo sue notizie dal padre, Filippo Baldinucci, apprezzato studioso d’arte, che scelse il nome del figlio per una ottenuta guarigione. Studioso, serio, di salute delicata, dopo un corso di esercizi spirituali fra i Gesuiti nel 1681, entrando nel noviziato a Roma. Costretto a interrompere più volte gli studi per problemi di salute, chiese al Padre Generale di essere inviato alle missioni per ottenervi il martirio. Invece, divenuto sacerdote, nel 1697 fu incaricato delle missioni al popolo fondate dalla principessa di Rossano, che dovevano essere date nella campagna fra Viterbo e Frascati. Per venti anni Antonio percorse incessantemente le campagne, a piedi nudi: predicazioni, confessioni, visite agli ammalati e ai carcerati, assistenza ai moribondi, conciliazioni, rimozione di scandali erano il contenuto delle sue visite ai paesi, dove, dal 1708, non mancava di portare l’immagine della Madonna delle Querce di Poggio Prato (vicino a Montepulciano). La sua semplice ed efficace predicazione era rafforzata da dialoghi con il Crocifisso, con la Vergine, e anche con gli astanti; per commuovere promuoveva processioni penitenziali, con flagellazioni anche cruente; operava per la costituzione di Congregazioni Mariane, esortava alla devozione alla Madonna, presentata come “Rifugio dei peccatori”. Morì a Pofi, il 7 novembre, durante l’ultima, incompiuta, missione, iniziata quando ormai la sua salute era compromessa. (gl)
Attributi: Vesti Da Gesuita, Quadro Con L'immagine Di Maria Refugium Peccatorum